2010 – .357

Fra poco morirò.
Poco. Un aggettivo piuttosto lacunoso. Non mi dice quando… Ma ho la certezza di morire.
La certezza. Rifletto sulla parola. Potrei essere fortunato… Mmh, difficile. Ha usato una .357 Magnum. Se è caricata Remington ha un’energia spaventosa. Praticamente un camion che ti viene addosso a quasi 500 metri al secondo, come dire 1800 chilometri all’ora…
Dio, non so neppure se farà male.
Sto pensando, non sono ancora morto. Ma ho visto la fiammata, il proiettile è già uscito dalla volata della canna. Si è congelato tutto, attorno a me. Immobilità assoluta… Non credo sia un buon segno. No, ho “deciso” che è così. Se non fosse così, se avessi possibilità di fuga, non vivrei questo fenomeno. Lo sto vivendo poiché il proiettile mi raggiungerà. Velocemente nel fluire della realtà, lentamente rispetto al flusso dei pensieri. Così lentamente che io possa riflettere, pensare e visualizzare ciò che mi circonda ad una velocità così elevata da far si che tutto appaia “fermo”.

Fra poco, quindi, morirò.
Che schifo.
Che schifo che mi sia fatto fregare. Obiettivamente, è stato molto veloce. Mi fa un po’ ridere pensare al concetto di velocità, in questo frangente. Non riesco a muovere un solo muscolo, figuriamoci ridere.
Magari, se fossi stato io più veloce di lui in questo momento lui sarebbe già morto, stecchito. Io non me ne sarei nemmeno accorto. L’avrei visto cadere e basta. Sarebbe stato lui, magari, a porsi tutti questi problemi. A farsi passare la vita davanti agli occhi.
A me non sta succedendo… Come mai? Come mai non mi passa TUTTA la vita davanti agli occhi?
Forse perché non capita. Forse è questo che invece di solito accade. Ti metti a perdere tempo a pensare a cosa diavolo stia succedendo, alla velocità, alla pressione di uscita del proiettile, alla marca delle cartucce…
Forse sto sprecando il poco tempo che mi rimane.
E ancora, poco. Ma quanto?

Mi sembra di vederlo, il proiettile, avanzare verso di me. Un punto luminoso, ancora lontano. Riflette la luce del sole. Anche la palla è ferma nell’aria. L’aria stessa è immobile. Vibrazione atomica? Si stanno muovendo gli atomi dell’aria? I miei atomi? Il pensiero può essere così veloce? Perché mi viene in mente la teoria di Bohr? Allora, stiamo un po’ calmi. Sto impazzendo.
Potrei passare un po’ di tempo (e uguale mc due piccolo in alto…) a ripassare la mia vita… Tanto per confermare le cronache.

Ma vaffanculo!

***

Il rinculo possente sulla mano che sussulta. Il suono corto, secco della detonazione. Uno sbuffo di fumo e la fiammata dal vivo di volata.
L’ho preso. Persino da qui vedo il pennacchio di sangue. La testa vola all’indietro ed il corpo la segue, trascinato da una forza imponente.
Ho avuto paura, ma ora è finita: cade.
Respiro l’odore di cordite, abbasso la canna della mia .357 e godo della brezza che mi asciuga il sudore sulla fronte.

Uno sguardo alle nubi. Meravigliose. Si torna a casa.

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